Come è nato l’hip hop

Le origini della danza hip hop si fanno risalire ai primi anni '70. Anzi, c'è una data ben precisa che viene indicata come il primo, vero giorno di vita di questo stile: e questa data è l'11 agosto 1973.

Quel giorno, o meglio, quella notte, in un palazzo del Bronx, nel quale abitava il dj Kool Herc ebbe luogo una festa che ebbe un successo strepitoso e che ben presto entrò nel mito, tanto che lo stesso Herc, anni dopo, la definì "la festa hip hop che aveva cambiato il mondo".

Quell'evento è considerato davvero storico; infatti il dj Kool Herc, nel 2007, ha chiesto e ottenuto dal New York State Office of Parks, Recreation and Historic Preservation (agenzia statale americana che ha la funzione di identificare e preservare siti di importanza storica e culturale) un prestigioso quanto ambito riconoscimento: l'indirizzo del palazzo dove aveva avuto luogo quella festa così speciale (che, lo ricordiamo, era il luogo dove egli stesso abitava) è stato dichiarato "luogo in cui ufficialmente è nato l'hip hop": 1520 Sedgwick Avenue.

 

L'hip hop come risposta all'emarginazione e alla violenza

Durante quella festa Kool Herc, e in tutte quelle che si svolgevano a New York in quel periodo, si accorse di un dettaglio fondamentale: i ragazzi della città, pur non amando in particolare la musica reggae, si divertivano tantissimo a ballare sulle parti in cui la presenza delle percussioni era predominante.

Allora provò ad utilizzare la tecnica del doppio giradischi e ad usare un po' di più il mixer audio. In questa maniera la musica risultava più elaborata e molto più ricca di nuove sonorità.

Contemporaneamente a questa sorta di evoluzione musicale, tra le strade del Bronx, famoso distretto povero della città di New York nel quale abitavano soprattutto afroamericani, nasce la danza hip hop.

Era un periodo di vera e propria crisi sociale: i giovani non trovavano lavoro e la malavita controllava interi quartieri. In strada si cominciò a ballare l'hip hop, quasi come se quello fosse uno dei modi, se non l'unico, per ribellarsi all'emarginazione, alla violenza e alla povertà di quel terribile momento.

Seguendo il nuovo genere musicale, le gang iniziarono, durante le feste di quartiere, a sfidarsi tra loro non più in scontri armati, ma con il ballo: si trattava di duelli di danza tra "crew" (così presero a definirsi i vari gruppi), con improvvisazioni inizialmente ispirate alle danze africane, poi combinate con aspetti riconducibili alla danza moderna, al tap e allo swing.

Fino alla strutturazione di un nuovo modo di ballare, completamente a sé stante e assolutamente riconoscibile: l'hip hop, appunto.

 

La sua evoluzione

L'hip hop si distingue in due versioni principali: Old School e New School.

La prima si sviluppò negli anni 70/80 ed appariva come una sorta di evoluzione della breakdance. Le varie gang "combattevano" in strada, improvvisando dei veri e propri spettacoli di ballo. Agli inizi degli anni '80, poi, il modo di muoversi a suon di musica incorporò altri stili di danza funk (i cosiddetti Popping e Locking), diventando sempre più caratterizzante e definito.

La seconda ebbe origine negli anni a cavallo tra la fine degli '80 e l'inizio dei '90; in quel periodo, la cosiddetta "seconda generazione" dell'hip hop, dopo aver abbandonato le sfide sui marciapiedi, si dedica alla danza con una maggiore ricerca di movimenti di qualità, sulla base di stili più studiati e consapevoli, come il krumping, l’house e il new style.

Ancora oggi l'hip hop, considerato, ormai, uno stile di danza senza tempo, continua ad avere grandissimo successo tra le nuove generazioni e chi decide di praticarlo, per poterne affrontare gli impegnativi movimenti coreografici, può trovare nelle scuole di danza corsi di perfezionamento.

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